TALK 13.10.2025 | Academy Territoriale | La cultura del benessere lavorativo

Dal welfare allo slow working: come rispondere ai bisogni dei lavoratori attraverso servizi culturali ad alto impatto.

Lunedì 13 ottobre 2025, presso la sede dell’Associazione Commercianti Albesi (A.C.A.) ad Alba, si è svolto il quarto e ultimo Talk dell’Academy Territoriale Wellgranda, con un appuntamento dedicato alla cultura del benessere lavorativo.

L’incontro, moderato da Giancarlo Sciascia, Cultural Manager & Foresight Specialist di Fondazione Bruno Kessler, ha riunito due voci provenienti dal mondo dell’impresa e della cultura – Vanessa Trapani, co-fondatrice e presidente di Sloworking, e Catterina Seia, presidente del Cultural Welfare Center – per esplorare come il lavoro possa diventare luogo di salute, relazione e crescita personale e indagare il rapporto che coesiste tra welfare, cultura e benessere lavorativo.
Hanno portato i loro saluti introduttivi Mario Canova, consigliere della Fondazione CRC, e Giuliano Viglione, presidente di A.C.A.

Welfare aziendale e benessere: tempo, relazioni, salute

L’apertura dei lavori è stata dedicata a una riflessione sulla cultura del benessere lavorativo e sulla necessità di fare cultura del lavoro in un tempo in cui gran parte della vita è vissuta nei luoghi di impiego.
È qui che il welfare aziendale assume un ruolo strategico: costruire contesti capaci di promuovere salute mentale, collaborazione e crescita personale.

Sciascia ha ricordato come “il lavoro non sia solo produzione, ma uno spazio relazionale, una trama invisibile di connessioni e reciprocità che sostiene l’organizzazione e genera innovazione”.
Ripensare il welfare, ha sottolineato, significa rimettere al centro il tempo e le relazioni, elementi chiave per la qualità del lavoro e della vita.

Sloworking: la lentezza come leva di innovazione

La testimonianza di Vanessa Trapani ha portato al centro del dialogo il valore della lentezza come principio di innovazione.
Con Sloworking, progetto nato in Lombardia dieci anni fa, Trapani ha sviluppato un modello di welfare coworking che unisce produttività, relazione e cura, offrendo in particolare alle donne lavoratrici spazi in cui conciliare vita e lavoro.

“La lentezza – ha spiegato – non è un freno, ma una condizione di ascolto e rigenerazione che permette di recuperare senso e qualità nel lavoro.

Esperienze come Slow Welfare dimostrano che il welfare può diventare una piattaforma di prossimità, costruita attraverso alleanze tra imprese, enti pubblici e comunità locali restituendo tempo e significato al lavoro.

Arte e cultura: determinanti di salute e coesione

Con l’intervento di Catterina Seia, il focus si è spostato sul ruolo della cultura come fattore di salute, coesione e competitività.
Richiamando studi internazionali – tra cui il rapporto dell’OMS del 2019 – Seia ha ricordato che la partecipazione culturale ha effetti neurobiologici positivi: riduce lo stress, rafforza il sistema immunitario e migliora la qualità della vita.

Nel mondo del lavoro, ha osservato, introdurre arte e cultura “non è un lusso, ma un investimento sull’innovazione e sul benessere delle persone. L’artista in fabbrica non decora, ma rinnova il pensiero e il senso del lavoro.”
Esperienze come quella dell’impresa Bonotto, premiata con il Compasso d’Oro per la sua “fabbrica lenta”, dimostrano come lentezza e qualità possano convivere, quando guidate da una visione culturale profonda.

Verso una cultura del welfare: tempo, cura e coerenza

Nel dibattito conclusivo è emersa una visione condivisa: il welfare non è soltanto una misura aziendale, ma una cultura diffusa, che mette al centro tempo, cura e coerenza tra valori e pratiche.
È una sfida che coinvolge istituzioni, imprese e cittadini nel costruire reti territoriali come infrastrutture di benessere e innovazione sociale.

Con questo quarto incontro, l’Academy Territoriale Wellgranda chiude il suo ciclo 2025 con un invito a immaginare il welfare come pratica culturale e comunitaria.
Dal lavoro alla salute, dalla cultura alla lentezza, emerge una visione in cui il benessere è una responsabilità condivisa – un modo di abitare il territorio e le relazioni con consapevolezza, bellezza e tempo.