TALK 13.10.2025 | Academy Territoriale | La cultura del benessere lavorativo
Talk 4 | 13/10 - La cultura del benessere lavorativo | Academy Territoriale
Dal welfare allo slow working: come rispondere ai bisogni dei lavoratori attraverso servizi culturali ad alto impatto.
Il 13 ottobre 2025, all’interno del progetto WELLGRANDA | Reti di Welfare – azione di sistema promossa da Fondazione CRC in collaborazione con SocialFare IS, si terrà l’incontro La Cultura del Benessere Lavorativo, momento du riflessione su welfare aziendale e culturale che toccherà i temi dello slow work, della “lentezza” come approccio innovativo, del modello welfare-coworking.
Affronteremo come la cultura può essere una risorsa in termini valoriali e identitari all’interno di una realtà di impresa, per l’equilibrio di lavoratrici e lavoratori e per il miglioramento del clima organizzativo. Verrà inoltre approfondito il tema dell’ascolto come leva di benessere organizzativo, il ruolo delle donne e l’imprenditorialità femminile, oltre all’uso critico della tecnologia per prevenire il burnout.
Interverranno:
- Catterina Seia (Presidente del Cultural Welfare Center ETS)
- Vanessa Trapani (co-fondatrice e presidentessa di Sloworking
modera l’incontro Giancarlo Sciascia (Cultural Manager & Foresight Specialist di Fondazione Bruno Kessler).
INFO & LOCATION
L’appuntamento è martedì 13/10/2025, dalle 15:30 alle 17:30 presso l’Associazione Commercianti Albesi | Piazza San Paolo, 3 12051 Alba
Per qualsiasi domanda e/o curiosità, puoi contattarci all’indirizzo email info@wellgranda.org e/o venirci a trovare allo sportello WELLGRANDA presso la Sede di Fondazione CRC e su appuntamento al numero di telefono 0171452780 o alla mail sopra indicata.
I posti sono limitati, registrati al link sotto:
Cultura è benessere: anche in azienda!
WELLGRANDA | Reti di Welfare: il progetto Cultura è benessere: anche in azienda!
SFIDA
La cultura, intesa come spazio di relazione, espressione e crescita personale, ha un impatto diretto sul benessere delle persone. Tuttavia, l’accesso ad attività culturali non è sempre equamente distribuito e rischia di restare prerogativa di chi dispone di maggiori risorse economiche, di tempo o di reti sociali.
Il progetto nasce come percorso di ricerca-azione e sensibilizzazione, per supportare le aziende a comprendere il valore delle attività
culturali nel migliorare il benessere dei lavoratori. Il welfare culturale all’interno dei piani di welfare aziendale, infatti, offre numerosi benefici: migliora il benessere psicofisico dei dipendenti, stimola la creatività e la motivazione, favorisce la socializzazione e l’inclusione e contribuisce a ridurre lo stress.
CONTESTO
Sensibilizzare i datori di lavoro a comprendere l’importanza delle attività culturali quale mezzo per contribuire al benessere dei lavoratori, con ricadute dirette sulla produttività e sulla reputation aziendale.
Attraverso un percorso condiviso di sperimentazione che coinvolge alcuni dei principali player turistico-culturali della provincia di Cuneo, il progetto mira allo sviluppo di un set di esperienze culturali e artistiche, secondo logiche di welfare culturale, che verranno testate grazie alla collaborazione di alcune aziende pilota.
Conclusa la fase sperimentale, il progetto prevede la costruzione di un catalogo di offerte rivolto alle aziende del territorio e l’avvio di una campagna di sensibilizzazione e promozione che verrà sviluppata valorizzando le esperienze maturate nella fase di testing.

AZIONI PRINCIPALI
Per integrare cultura e welfare, si seguono alcuni punti chiave:
- – Cabina di regia: coordinamento del progetto con il supporto di un project manager, per la governance, la rendicontazione e i rapporti istituzionali.
- – Coinvolgimento aziende: ascolto di interessi, aspettative e possibilità di investimento delle imprese, con attività di scouting e matching.
- – Sviluppo esperienze: progettazione e realizzazione di attività culturali dedicate a dipendenti e famiglie, integrate nei piani di welfare aziendale.
- – Testing e valutazione: sperimentazione delle attività, raccolta di feedback e misurazione dei risultati.
- – Catalogo di offerta: costruzione di un portfolio di esperienze culturali da proporre alle aziende.
- – Sensibilizzazione e promozione: eventi di restituzione e attività di comunicazione per valorizzare l’offerta a livello territoriale e provinciale.
MATERIALI & PROPOSTE
I Team Building, pensati per i dipendenti, sono mirati a migliorare e consolidare i rapporti all’interno del gruppo di lavoro, oppure allo sviluppo di competenze e soft-skills specifiche, fondamentali per l’ambito lavorativo e non solo, quali ad esempio l’empatia, la capacità di ascolto, l’esercizio del pensiero creativo, l’attitudine positiva di fronte alla difficoltà e la capacità di risoluzione dei problemi.
I Family Day, dedicati alle famiglie dei dipendenti che coinvolgono il gruppo di lavoro “allargato” in esperienze comuni
attraverso attività laboratoriali ed esperienziali adatte a tutte le età, con l’obiettivo di favorire la conoscenza tra famiglie di lavoratori, creando rete e dunque benessere.
RETE DI PARTENARIATO

NOAU Officina Culturale (Capofila)

Fondazione CRC

Azienda Turistico Locale del Cuneese

Camera di Commercio di Cuneo

Confcooperative Piemonte Sud

Dispari Teatro Cooperativa Sociale ETS

Fondazione APM

La Fabbrica dei Suoni SCS Onlus
CONTATTI
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Welfare sanitario e nuove reti di supporto
WELLGRANDA | Reti di Welfare: il progetto Welfare sanitario e nuove reti di supporto
SFIDA
Garantire accesso equo e diffuso ai servizi sanitari e di cura, individuando soluzioni capaci di rispondere alla crescente domanda di assistenza e supporto sanitario in modo integrato, capillare e personalizzato, soprattutto per le fasce più fragili della popolazione.
Il progetto vuole costruire un sistema integrato di supporto per il benessere delle persone, con particolare attenzione alla prevenzione e alla cura delle patologie più a rischio. Mira a superare le barriere economiche che ostacolano l’accesso ai servizi sanitari, rafforzando al contempo la rete socio-assistenziale. Attraverso azioni di sensibilizzazione promuove una cultura della salute basata sulla prevenzione e sulla consapevolezza.
CONTESTO
L’invecchiamento della popolazione, la cronicizzazione delle malattie e le difficoltà di accesso ai servizi sanitari, in particolare nelle aree interne e montane, rendono urgente un ripensamento dei modelli di welfare sanitario.
Non basta più contare solo sul sistema sanitario pubblico: occorre costruire reti locali che coinvolgano soggetti diversi – pubblici, privati e del terzo settore – in grado di offrire risposte concrete ai bisogni emergenti di salute, prevenzione e cura.
Il progetto intende valorizzare le esperienze già attive sul territorio, costruire nuove alleanze e facilitare l’emersione di soluzioni innovative che integrino il sistema sanitario e il sociale.

AZIONI PRINCIPALI
Per rafforzare e innovare il welfare sanitario territoriale si lavora su più fronti:
- – Sensibilizzazione al contrasto delle dipendenze nella fascia lavorativa 18-64 anni attraverso un podcast
- – Servizi organizzati su misura per rispondere alle esigenze degli anziani ancora autosufficienti
- – Interventi di prevenzione, informazione, formazione e sensibilizzazione sui temi della violenza di genere rivolti a tutta la comunità
- – Database che raccoglie le misure di welfare pubblico disponibili a livello nazionale, regionale e locale riguardanti povertà e non autosufficienza, rendendole facilmente accessibili a cittadini e professionisti.
- – Accessibilità dei servizi territoriali per ridurre le barriere economiche che impediscono alle persone di accedere alle cure sanitarie
RETE DI PARTENARIATO

Fondazione CRC (Capofila)

ASL CN1

ASL CN2

Associazione Cuneese Provinciale Case di Riposo

Azienda Ospedaliera S.Croce e Carle

La Banca delle visite ETS

CNA Cuneo

Confindustria Cuneo

Confocooperative Piemonte Sud

C.S.S.M.

CSAC

Fondazione WellFare Impact

LegaCoop Piemonte
CONTATTI
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CRAL aziendale
WELLGRANDA | Reti di Welfare: il progetto CRAL AZIENDALE
SFIDA
Come migliorare il benessere delle persone che lavorano, favorendo la coesione tra colleghi e creando opportunità di accesso a beni e servizi a condizioni vantaggiose? Il progetto CRAL Aziendale nasce per rispondere a questa sfida, immaginando una forma rinnovata e collettiva di welfare aziendale, capace di rafforzare il senso di appartenenza e rendere più accessibile la vita quotidiana.
La logica è quella della rete: sommare le forze per moltiplicare le possibilità.
Il progetto parte dalla volontà di valorizzare il tempo libero dei lavoratori, offrendo accesso facilitato a servizi culturali, sportivi, ricreativi e percorsi di salute e benessere. Coinvolgendo le aziende del territorio, si mira a costruire una rete interaziendale che moltiplichi le opportunità offerte.
CONTESTO
I CRAL (Circoli Ricreativi Aziendali dei Lavoratori) rappresentano un importante strumento di welfare leggero, capace di promuovere benessere, coesione e senso di appartenenza.
Sono storicamente luoghi di socialità, promozione culturale, ricreativa e mutualistica. Oggi, in un contesto in cui i bisogni delle persone sono più complessi, il CRAL può evolvere in uno strumento strategico per il welfare aziendale.
Il progetto promosso da Wellgranda si fonda sull’idea di sperimentare una nuova formula di CRAL, multisoggetto e interaziendale, attivabile anche in contesti medio-piccoli. Una struttura agile che, attraverso convenzioni e attività condivise, offra vantaggi economici e opportunità di partecipazione attiva ai dipendenti delle aziende aderenti.

AZIONI PRINCIPALI
Per restituire centralità al CRAL come leva di benessere e protagonismo dei lavoratori, il progetto si muove su più fronti:
-
- – Strutturazione formale del CRAL, attraverso atto costitutivo, statuto e regolamento interno per dare solidità e sostenibilità al progetto.
- – Attivazione di partenariati strategici con realtà del territorio, così da offrire servizi e opportunità a tariffe agevolate, accessibili ai soci e alle loro famiglie.
- – Ideazione di pacchetti di attività dedicate ai dipendenti e ai loro familiari, per arricchire il tempo libero con proposte culturali, sportive e ricreative.
- – Creazione di una presenza digitale che faciliti la comunicazione interna e al tempo stesso promuova all’esterno le iniziative del CRAL.
- – Raccolta e valorizzazione di buone pratiche e casi studio, per ispirare altre imprese e diffondere una cultura di welfare aziendale relazionale.
- – Verifica della fattibilità e delle potenzialità del CRAL come nodo di connessione con il sistema di welfare territoriale e con iniziative a impatto sociale.
RETE DI PARTENARIATO

ASL CN1 (Capofila)

ACLI Cuneese APS
CONTATTI
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Rilevazione dei bisogni e conciliazione tempi di vita e lavoro
WELLGRANDA | Reti di Welfare: il progetto Rilevazione dei bisogni e conciliazione tempi di vita e lavoro
SFIDA
Rilevare in modo puntuale i bisogni attuali ed emergenti dei lavoratori in termini di equilibrio vita-lavoro e benessere psico-fisico, al fine di orientare con maggiore efficacia le politiche di welfare aziendale.
Attraverso lo sviluppo di una mappatura e la condivisione di buone pratiche, il progetto vuole costruire nuove soluzioni di welfare per minori, anziani e disabili, e promuovere una cultura del welfare sul territorio.
CONTESTO
Le politiche di welfare aziendale spesso si basano su modelli standardizzati, che non tengono conto delle reali esigenze dei dipendenti. Inoltre, i cambiamenti demografici, sociali e lavorativi degli ultimi anni hanno aumentato la complessità delle esigenze quotidiane delle persone, ponendo una crescente pressione sul delicato equilibrio tra tempo dedicato al lavoro, alla cura, alle relazioni e alla dimensione personale.
Nel contesto territoriale cuneese, dove molte aziende stanno iniziando ad aprirsi a pratiche di welfare interno, è emersa la necessità di ascoltare in modo strutturato i bisogni dei lavoratori e dei cittadini, per dare forma a politiche di conciliazione più efficaci, condivise e radicate nelle comunità locali.
Il progetto si propone quindi come azione trasversale e strategica a sostegno di tutte le altre iniziative di rete, contribuendo a orientarle sulla base di dati aggiornati, qualitativi e quantitativi, raccolti in modo capillare e partecipato.

AZIONI PRINCIPALI
Per favorire una reale integrazione tra tempi di vita e tempi di lavoro, è fondamentale mettere in campo strumenti e processi di ascolto che mettano al centro le persone:
- – Progettazione e somministrazione di strumenti di rilevazione (questionari, interviste, focus group) rivolti a lavoratori.
- – Attivazione di momenti di confronto territoriale e settoriale per analizzare congiuntamente i risultati e definire priorità d’intervento.
- – Elaborazione di report di sintesi per ogni area coinvolta, con evidenze chiave e indicazioni operative.
- – Definizione di un modello condiviso di rilevazione da rendere replicabile anche in futuro, a supporto di un welfare adattivo e in evoluzione.
- – Messa a sistema dei dati raccolti per orientare progettazioni specifiche (es. servizi per l’infanzia, orari flessibili, sostegni alla genitorialità, soluzioni di mobilità o tempo libero).
RETE DI PARTENARIATO

Fondazione CRC (Capofila)

ASL CN1

Confcommercio Cuneo

CNA Cuneo

Confagricoltura Cuneo

Confcooperative Piemonte Sud

Coldiretti Cuneo

Confindustria Cuneo
CONTATTI
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Mobilità sostenibile
WELLGRANDA | Reti di Welfare: il progetto Mobilità Sostenibile
SFIDA
Ridurre l’impatto ambientale degli spostamenti casa-lavoro e migliorare la qualità della vita dei lavoratori attraverso nuove soluzioni di mobilità sostenibile. Favorire l’accessibilità ai servizi, ai luoghi di lavoro e di socializzazione per tutte le fasce della popolazione, riducendo l’isolamento territoriale e promuovendo al contempo forme di mobilità condivise e inclusive.
Il progetto punta alla riduzione dell’uso dell’auto privata a beneficio di soluzioni di mobilità sostenibile, con un focus sulla diffusione di una cultura condivisa attraverso il rafforzamento del ruolo del Mobility Manager. L’iniziativa mira a sensibilizzare enti e aziende locali sull’importanza di soluzioni di trasporto ecologiche, creando una rete territoriale per condividere informazioni, buone pratiche e favorire la replicabilità del modello sul territorio.
CONTESTO
In un territorio ampio e a bassa densità abitativa come quello della provincia di Cuneo, la mobilità rappresenta una delle principali sfide per l’inclusione sociale, l’accesso al lavoro e ai servizi essenziali. Nelle aree extraurbane e periferiche della provincia, l’auto privata resta il mezzo di trasporto più utilizzato, con conseguenze su traffico, inquinamento e costi individuali.
Il progetto si inserisce in un contesto in cui la scarsità di trasporti pubblici, la frammentazione dell’offerta esistente e la dipendenza dall’auto privata penalizzano soprattutto le fasce più fragili: giovani e anziani.
Con Mobilità Sostenibile l’intento è quello di mettere a sistema iniziative già avviate, promuovere soluzioni efficienti e coinvolgere imprese, amministrazioni e comunità in un approccio coordinato, con l’obiettivo di rendere la mobilità più accessibile per tutti.

AZIONI PRINCIPALI
Per costruire un sistema di mobilità capace di rispondere alle esigenze reali del territorio, il progetto si svilupperà attraverso queste azioni:
- – Creazione di un vademecum pratico sulla mobilità sostenibile: uno strumento chiaro ed efficace per informare e sensibilizzare enti pubblici, aziende e organizzazioni sulle opportunità della mobilità sostenibile.
- – Formazione per Mobility Manager: percorsi dedicati a formare figure professionali in grado di pianificare soluzioni di mobilità intelligenti, riducendo l’uso dei mezzi privati e promuovendo alternative sostenibili.
- – Mappatura e condivisione di buone pratiche: raccolta e diffusione delle esperienze virtuose già attive sul territorio, per valorizzarle e renderle replicabili.
- – Costruzione di una rete territoriale: coinvolgimento attivo degli enti locali per creare sinergie e collaborazioni concrete sul tema della mobilità.
- – Campagne di sensibilizzazione: attività rivolte a scuole, aziende e pubbliche amministrazioni per promuovere la cultura della mobilità sostenibile e il ruolo strategico del Mobility Manager.
RETE DI PARTENARIATO

Comune di Cuneo (Capofila)

Fondazione CRC

Confindustria Cuneo

Azienda Ospedaliera S. Croce e Carle

CGIL Cuneo
CONTATTI
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Genitori in gioco
WELLGRANDA | Reti di Welfare: il progetto Genitori in gioco
SFIDA
Sostenere il ruolo dei genitori attraverso strumenti e spazi che facilitino l’incontro, il confronto e il dialogo con i figli, utilizzando canali di comunicazione diversificati per migliorare la comprensione delle relazioni familiari in un’epoca di profondi cambiamenti intergenerazionali.
Il progetto mira a facilitare il dialogo intergenerazionale tra genitori e figli, supportando i genitori nel loro ruolo educativo e valorizzando
il potenziale di entrambi. Attraverso iniziative di sensibilizzazione e formazione, workshop, incontri tematici e uno sportello genitori-figli si affrontano le sfide della genitorialità, con un focus sull’uso della tecnologia, il benessere emotivo e la comunicazione familiare.
CONTESTO
Essere genitori oggi comporta una grande sfida nel conciliare tempo di cura e tempo di lavoro. Molti genitori faticano a trovare spazi adeguati dove trascorrere tempo di qualità con i figli. Il progetto nasce per rispondere a questo bisogno, promuovendo attività che coinvolgano adulti e bambini in momenti di gioco, scoperta e condivisione. L’iniziativa prevede il coinvolgimento attivo delle famiglie e degli operatori educativi, creando un’alleanza educativa sostenibile e replicabile.

AZIONI PRINCIPALI
All’interno del progetto Genitori in Gioco vengono proposte una serie di iniziative pensate per accompagnare genitori ed educatori nel loro percorso educativo, offrendo strumenti utili, spazi di confronto e momenti di crescita condivisa:
- – Strumenti pratici e approcci educativi: risorse informative per aiutare genitori ed educatori ad affrontare in modo consapevole l’uso della tecnologia nei percorsi di crescita dei bambini.
- – Conferenze aperte alla cittadinanza: incontri pubblici su tematiche educative e formative legate alle nuove generazioni.
- – Incontri tematici per genitori: occasioni di confronto e approfondimento su questioni educative particolarmente sentite e attuali.
- – Workshop genitori-figli: laboratori esperienziali dove il “fare insieme” diventa occasione per rafforzare il legame tra generazioni.
- – Sportelli di facilitazione territoriale: spazi di ascolto e orientamento dedicati ai genitori, per favorire il dialogo e la riconnessione comunicativa all’interno della famiglia.
MATERIALI & PROPOSTE
INCONTRI TEMATICI PER GENITORI
A partire da gennaio prende il via un nuovo percorso dedicato ai genitori, promosso da Confcooperative Piemonte Sud in collaborazione con Fondazione CRC, Confartigianato Cuneo, ASL CN2 e CSSM, nell’ambito del progetto Wellgranda Reti di Welfare. Un’iniziativa pensata per rafforzare le competenze educative e favorire il benessere delle famiglie.
Gli incontri, guidati da professionisti esperti e coordinati sul territorio di Cuneo dalla cooperativa Emmanuele s.c.s., affrontano temi di grande attualità e utilità pratica:
- sviluppo di metodi di studio personalizzati per i ragazzi
- gestione di ansia e stress in ambito scolastico e relazionale
- educazione affettiva, con particolare attenzione alle dinamiche di genere
Oltre ai contenuti formativi, il progetto vuole creare spazi di confronto tra genitori, incoraggiare la condivisione emotiva sulle sfide quotidiane e offrire strumenti concreti per accompagnare con consapevolezza ed efficacia la crescita dei figli.
SCUOLA PER GENITORI
Sempre più le famiglie avvertono un grande bisogno di assistenza, consulenza e confronto su tematiche socio-psicologiche relative al rapporto genitori-figli.
Il tema della transizione dall’infanzia all’età adulta è infatti oggi particolarmente rilevante, non solo per il naturale percorso di crescita dei figli, ma anche per i numerosi cambiamenti che si sono susseguiti rapidamente negli ultimi anni.
Dallo sviluppo tecnologico, alla necessità di individuare la propria strada e valorizzare i propri talenti per rispondere alle richieste del mercato del lavoro, fino alla difficoltà (anche economica) di immaginare una vita adulta autonoma e indipendente. Inoltre, i giovani sono oggi sottoposti a molte pressioni, sia dalla famiglia che dall’influenza dei social media.
Partendo da questo contesto, Confartigianato Imprese Cuneo, con il sostegno di Fondazione CRC nell’ambito del progetto Wellgranda, organizza la seconda edizione della “Scuola per Genitori”, un format di tre appuntamenti con specialisti nella materia, per riflettere e confrontarsi sui nuovi trend che stanno impattando la società moderna e sulle sfide emergenti che le famiglie si trovano ad affrontare.
RETE DI PARTENARIATO

Confartigianato Cuneo (Capofila)

Fondazione CRC

ASL CN 2

Confcooperative Piemonte Sud

C.S.S.M.
CONTATTI
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Welfare manager
WELLGRANDA | Reti di Welfare: il progetto Welfare Manager: dai piani individuali a un welfare di rete.
SFIDA
Creare e consolidare la figura del welfare manager per promuovere, coordinare e gestire un modello di welfare che vada oltre i confini aziendali. L’obiettivo è sviluppare una rete in grado di accrescere il benessere sul territorio e generare valore condiviso per l’intera comunità.
Il progetto promuove un nuovo modello di welfare locale, fondato su sensibilizzazione e formazione, per rafforzare il legame tra benessere delle persone e sviluppo sostenibile del territorio. Incentiva l’erogazione di beni e servizi secondo i principi dell’economia circolare e di prossimità, valorizzando le risorse locali. Al centro di questo processo ci sono i Welfare Manager, figure chiave che: mappano le risorse presenti sul territorio, attivano reti tra enti, imprese, associazioni e datori di lavoro e facilitano il dialogo tra pubblico, privato, terzo settore e comunità.
CONTESTO
Il benessere delle persone nei luoghi di lavoro è un tema sempre più centrale per le imprese e le istituzioni pubbliche. Tuttavia, l’adozione di politiche di welfare risulta spesso frammentata, affidata all’iniziativa di singoli o gestita senza un presidio specifico.
Da qui nasce l’esigenza di una figura professionale dedicata: il Welfare Manager. Questa figura si occupa di analizzare i bisogni delle persone, costruire piani di welfare coerenti, gestire relazioni con il territorio, e favorire una cultura organizzativa attenta al benessere.

AZIONI PRINCIPALI
Per sviluppare e rendere operativa la figura del Welfare Manager il progetto prevede le seguenti azioni specifiche:
- – Formazione e attivazione di 4 Welfare Manager territoriali, con il compito di coordinare gli enti e sviluppare modelli innovativi di welfare integrato insieme ai datori di lavoro.
- – Formazione e attivazione di circa 20 “antenne territoriali”, persone attive all’interno degli enti della rete Wellgranda, in costante dialogo con i Welfare Manager per monitorare i bisogni e potenziare le risposte sul territorio.
- – Valorizzazione delle esperienze già attive, attraverso la promozione e la condivisione delle buone pratiche di welfare presenti nella provincia.
- – Messa a sistema dei risultati, per favorire la diffusione del modello e della figura del Welfare Manager.
- – Costruzione di una rete tra Welfare Manager e stakeholder locali, per facilitare il dialogo tra chi offre e chi cerca servizi di welfare, rafforzando l’efficacia e l’impatto delle iniziative.
RETE DI PARTENARIATO

Fondazione CRC (Capofila)

ASL CN2

Camera di Commercio di Cuneo

CGIL Cuneo

CNA Cuneo

Confartigianato Cuneo

Confindustria Cuneo

Confcommercio Cuneo

C.S.S.M.

CSV Cuneo

Fondazione WellFare Impact
CONTATTI
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Articolo 14 legge Biagi: in Granda si può
WELLGRANDA | Reti di Welfare: il progetto Articolo 14 Legge Biagi: in Granda si può
SFIDA
Promuovere l’inclusione lavorativa delle persone fragili, attraverso la piena attuazione dell’articolo 14 del D.Lgs. 276/2003, ancora poco utilizzato in Piemonte.
L’iniziativa ha l’obiettivo di promuovere l’inserimento lavorativo delle persone svantaggiate in provincia di Cuneo, rafforzando la cultura dell’inclusione. Per raggiungere questo scopo, si punta a fornire strumenti pratici, momenti formativi e occasioni di confronto per facilitare l’attivazione delle convenzioni art. 14 e promuovere collaborazioni efficaci tra imprese, cooperative e territorio.
CONTESTO
L’articolo 14 della Legge Biagi (276/2003) consente alle aziende di assolvere l’obbligo di assunzione di persone svantaggiate (L. 69/99) attraverso convenzioni con cooperative sociali di tipo B, alle quali l’impresa si impegna ad affidare commesse di lavoro proporzionali al costo del personale assunto. Le persone svantaggiate sono quindi occupate in un contesto organizzativo formato per accoglierle e in grado di rispondere alle loro esigenze.
Tuttavia, molte imprese e cooperative non conoscono o non sanno come attivare questo strumento.
Il progetto nasce dal confronto tra le associazioni di categoria, cooperative e enti del terzo settore progetto nasce dal confronto tra le associazioni di categoria e cooperative – e con il supporto dei Consorzi dei Servizi Socio-Assistenziali – per costruire un modello di attivazione territoriale che permetta di superare ostacoli burocratici e culturali, ampliando la portata attraverso processi di scalabilità e garantendo l’accesso a nuovi attori e soggetti interessati.
Un’opportunità concreta per generare impatto occupazionale positivo, in un quadro di responsabilità condivisa tra pubblico, privato e terzo settore.

AZIONI PRINCIPALI
Il progetto è ideato come un’iniziativa di carattere sperimentale e prevede alcuni step fondamentali:
- – Costruzione della rete: definizione della governance, creazione della cabina di regia e coinvolgimento attivo di tutti gli attori chiave – cooperative, agenzie, associazioni datoriali, enti pubblici.
- – Formazione e supervisione: incontri laboratoriali per testare il modello di convenzione tra impresa, cooperativa e un supporto alle famiglie ed enti terzi.
- – Comunicazione e sensibilizzazione: campagna digitale e momenti pubblici per informare, coinvolgere e attivare nuovi soggetti.
- – Misurazione dell’impatto: analisi quantitativa e qualitativa delle azioni, per valutare l’efficacia del modello e migliorarne l’adozione.
RETE DI PARTENARIATO

Il Laboratorio SCS (Capofila)

Fondazione CRC

Confcooperative Piemonte Sud

Confindustria Cuneo

C.S.S.M.

L'Arcobaleno Coop. Sociale

UE Coop

LegaCoop Piemonte
CONTATTI
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TALK 20.06.2025 | Il welfare di comunità come infrastruttura: dalle reti al paesaggio sociale
Il welfare di comunità come infrastruttura: dalle reti al paesaggio sociale
In un momento in cui il welfare è chiamato a rispondere a sfide sempre più complesse, Wellgranda | Reti di Welfare affronta un tema cruciale: il welfare di comunità.
Una nuova figura tra impresa e comunità
Venerdì 20 giugno 2025, nello Spazio Incontri della Fondazione CRC a Cuneo, si è svolto il terzo Talk dell’Academy Territoriale
WELLGRANDA, dal titolo “Il welfare di comunità: lavorare in rete sul territorio”. Un’occasione di confronto che ha riunito enti locali,
operatori, progettisti e realtà del Terzo settore, con l’obiettivo di ragionare insieme sulle trasformazioni in corso e immaginare come costruire sistemi territoriali più efficaci, resilienti e condivisi.
A moderare l’incontro Elisabetta Cibinel, referente Area Filantropia per Percorsi di Secondo Welfare. Ospiti della giornata: Andrea
Baldazzini, Responsabile dell’Area Welfare ed Economia Sociale di AICCON, e Ivano Abbruzzi, progettista e consulente in tema di
welfare di comunità e referente programmi formativi di Progetto Mirasole.
Le nuove vulnerabilità e il ruolo trasformativo del welfare
di comunità
L’intervento di Andrea Baldazzini ha introdotto le premesse: in uno scenario in cui le forme di vulnerabilità si estendono a fasce sempre più ampie della popolazione — come le famiglie della classe media, spesso escluse dai servizi — il welfare di comunità si presenta come risposta sistemica a bisogni complessi, intrecciati e mutevoli.
Non basta più intervenire solo dove “manca qualcosa”: il welfare deve intercettare desideri, aspirazioni e potenzialità dei cittadini. In questo senso, occorre pensare a un sistema inclusivo e anticipatorio, capace di generare opportunità e non solo risposte.
Il soggetto pubblico, pur sotto pressione, ha un ruolo centrale come garante della visione complessiva e della coesione. Ma per funzionare, il sistema deve superare le logiche settoriali e puntare su una reale cultura del dato, fondamentale per conoscere i territori e progettare interventi mirati.
Dalla rete al paesaggio sociale: servono infrastrutture sociali
Il welfare territoriale oggi è chiamato a un’evoluzione: passare da un modello basato sulla costruzione di reti progettuali a uno orientato alla costruzione di infrastrutture sociali. In sostanza, servizi stabili, riconoscibili, duraturi.
Il lavoro avviato con la costruzione di reti è un primo passo verso comunità sempre più interconnesse, capaci di affrontare insieme la complessità e generare soluzioni condivise, appoggiandosi sulla loro varietà e diffusione sul territorio.
Il cambio di prospettiva significa valorizzare la co-programmazione tra pubblico e privato, superare logiche settoriali e “abitare” nuovi luoghi del welfare. Non più soltanto uffici o sportelli, ma spazi quotidiani come biblioteche, aziende, bar, stazioni, parchi: luoghi di vita che possono trasformarsi in occasioni di ascolto e cura, ribaltando l’approccio tradizionale in cui è la persona a doversi muovere verso i servizi.
Il caso Cuore Visconteo: l’eredità di un welfare di prossimità
A portare un esempio concreto è stato Ivano Abbruzzi, con il racconto dell’esperienza Cuore Visconteo, promossa dalla Fondazione di Comunità Milano. Un progetto triennale, attivo in 11 comuni del Sud Milano, nato per interrompere la trasmissione generazionale della povertà attraverso un sistema integrato di accompagnamento, prossimità e partecipazione.
L’iniziativa ha coinvolto équipe multidisciplinari, enti pubblici e Terzo settore, gruppi informali e cittadini attivi. Le azioni hanno spaziato dal sostegno economico e sanitario a percorsi educativi e lavorativi, passando per laboratori di comunità e percorsi formativi per rafforzare le competenze locali e generare opportunità.
I risultati sono stati significativi: famiglie più autonome, relazioni più solide, maggiore fiducia nel futuro. Ma il vero lascito è andato oltre i benefici immediati. Il progetto ha consegnato alle istituzioni un patrimonio di governance, legami duraturi, spin-off progettuali come Food’s Ways e Abitare il Futuro, insieme a nuovi spazi di comunità attivati sul territorio.
Come costruire il futuro tra visione, continuità e ingaggio civico
La domanda chiave che ha concluso il talk è semplice ma decisiva: come passare dalla sperimentazione all’infrastrutturazione?
Secondo Baldazzini e Abbruzzi, serve una visione di lungo periodo, competenze diffuse e la capacità di generare riconoscibilità collettiva attorno al cambiamento.
Le persone, i luoghi, le relazioni devono diventare fattori di continuità. Le istituzioni hanno il compito di accompagnare il passaggio di testimone verso una cittadinanza attiva, capace di farsi carico — almeno in parte — della cura del benessere condiviso.
WELLGRANDA e l’Academy Territoriale: abilitare le comunità
Con questi talk, WELLGRANDA non si ferma all’ispirazione: si propone come piattaforma territoriale per abilitare pratiche, reti e competenze.
Dall’analisi alla co-progettazione, dalle buone pratiche all’accompagnamento strategico, l’Academy Territoriale si conferma un laboratorio concreto per immaginare, costruire e radicare un welfare di comunità condiviso, in cui il benessere non è solo un servizio da ricevere, ma una responsabilità collettiva da esercitare.
























